La tromboflebite superficiale (TVS) consiste in una trombosi che interessa un vaso venoso superficiale.

 

 

La trombosi venosa è un processo patologico caratterizzato dalla formazione di un coagulo di sangue all’interno di una vena; questo coagulo occlude completamente o parzialmente il vaso, determinando quindi un ostacolo al deflusso del sangue. Può interessare i vasi venosi del sistema profondo degli arti inferiori, della cavità pelvica o addominale o del sistema profondo degli arti superiori: in questo caso si parla di trombosi venosa profonda; oppure può interessare i vasi venosi più superficiali, sottocutanei, sia degli arti inferiori che superiori: in questo caso si parla di tromboflebite superficiale.


CHE COS’È LA TROMBOFLEBITE SUPERFICIALE?
 

La tromboflebite superficiale (TVS) consiste in una trombosi che interessa un vaso venoso superficiale, cioè una vena che decorre subito al di sotto della cute. Le due vene principali del sistema venoso superficiale degli arti inferiori sono la vena grande safena e la vena piccola safena

Il processo trombotico interessa più frequentemente una vena varicosa e si parla allora di varicoflebite, ma può interessare anche vene sane. I fattori di rischio sono gli stessi della trombosi venosa profonda.


QUALI SONO I FATTORI DI RISCHIO?

I fattori di rischio della tromboflebite superficiale sono gli stessi della trombosi venosa profonda. Le condizioni associate ad un aumentato rischio di trombosi venosa sono:

  • Età avanzata
  • Storia familiare di trombosi venosa profonda
  • Precedenti episodi di trombosi venosa profonda
  • Presenza di alterazioni del sangue che predispongono alla trombosi (trombofilie congenite)
  • Tutte le condizioni che determinano una immobilizzazione prolungata a letto (oltre tre giorni)
  • Paralisi degli arti inferiori
  • Presenza di vene varicose importanti
  • Obesità
  • Interventi chirurgici, in particolare di chirurgia ortopedica, addominale, ginecologica, oncologica
  • Presenza di neoplasie
  • Chemioterapia
  • Uso di pillola anticoncezionale o terapia ormonale sostitutiva per la menopausa
  • Gravidanza e allattamento (nelle prime sei settimane soprattutto)
  • Traumi degli arti inferiori o politrauma
  • Malattie internistiche come: infarto cardiaco, insufficienza cardiaca, ictus cerebrale, infezioni polmonari o renali gravi, sindrome nefrosica, malattie intestinali croniche 

In presenza di una o più condizioni di rischio, è possibile mettere in atto delle misure per prevenire la trombosi venosa cercando di mantenere il flusso del sangue venoso attivo e contrastando le condizioni di ipercoagulabilità ematica.

La profilassi della trombosi venosa si effettua con mezzi fisici, soprattutto le calze elastiche antitrombo, e mezzi farmacologici, come le iniezioni di eparina a basso peso molecolare, da eseguire nel sottocute della regione  addominale, spesso utilizzati in combinazione. 

La prescrizione della terapia farmacologica più adeguata deve essere effettuata in modo personalizzato per ciascun paziente e si basa sulla valutazione del rischio di trombosi, ma anche della presenza di controindicazioni che possono favorire la comparsa di effetti emorragici.


QUALI SONO I SINTOMI?
 

La TVS si presenta come un cordone sottocutaneo palpabile, arrossato, caldo e dolente. Se non adeguatamente trattata, la trombosi tende ad estendersi, occupando la vena, sia verso la regione prossimale che verso la regione distale.

Poiché i trombi che si formano all’interno delle vene superficiali sono molto più stabili di quelli del circolo profondo, il rischio di embolia polmonare è più basso, tranne nel caso in cui la trombosi si spinga fino quasi a raggiungere il circolo venoso profondo, cioè quello che comprende le vene femorale e poplitea: quando la trombosi di un vaso superficiale come la safena interna arriva a meno di 3 cm dai vasi venosi profondi, il rischio di embolia polmonare è uguale a quello della trombosi venosa profonda (TVP) ed il trattamento del tutto sovrapponibile.


COME VIENE DIAGNOSTICATA LA TROMBOFLEBITE SUPERFICIALE?

La diagnosi di TVS deve sempre essere confermata da uno studio eco-color Doppler: in molti casi, infatti, l’estensione reale della trombosi è maggiore a quella clinicamente rilevabile e, spesso, nel 20-30% dei casi, si associa ad un interessamento contemporaneo dei vasi venosi profondi. Viceversa, in molti casi in cui è presente un quadro clinico sospetto per  tromboflebite, non è invece individuabile con l’eco-Doppler alcuna trombosi.

In caso di TVS su una vena sana e senza cause apparenti o che tende a ripresentarsi spesso o che compare su vene differenti in tempi rapidi (“flebite migrante”) deve essere proposta una serie di indagini in quanto tali tipi di TVS possono svelare la presenza di una malattia autoimmune, di una trombofilia o di una neoplasia silente. L’angiologo consiglierà pertanto le indagini indicate in questi casi. 


OPZIONI DI TRATTAMENTO

La terapia si basa su:

  • Fondaparinux o, in alcuni casi, Eparina a Basso Peso Molecolare a dosaggio adeguato
  • Antinfiammatori sistemici (FANS) e locali
  • Calza elastica compressiva
  • Deambulazione regolare 


Il trattamento deve durare, salvo casi particolari, almeno sei settimane. 

Il classico consiglio di impacchi caldo-umidi o di antibioticoterapia non è supportato da reali motivazioni. 

Nei casi di varicoflebite, dopo la risoluzione dell’episodio acuto, è necessario prevedere una valutazione approfondita delle condizioni del sistema venoso per verificare l’opportunità di un trattamento definitivo delle varici, allo scopo di evitare ulteriori episodi trombotici.